Decluttering della cucina e della dispensa per eliminare il superfluo e organizzare meglio gli spazi.
Il mio decluttering della cucina comincia così: guardo quello che ho, elimino i doppioni e tengo ciò che uso davvero.

La cucina è uno dei posti in cui mi accorgo più facilmente di quante cose riesco ad accumulare senza rendermene conto.

Una confezione di pasta comprata perché non ricordavo di averne già due. Il barattolo finito dietro a quelli nuovi. Tre utensili che fanno praticamente la stessa cosa. Contenitori senza coperchio e coperchi senza contenitore. E quel piccolo elettrodomestico che sembrava indispensabile e che ormai sposto soltanto per pulire.

Per questo, quando faccio decluttering in cucina, non penso semplicemente a buttare via. Penso soprattutto a vedere meglio quello che ho.

E da quando ho cominciato a farlo mi sono resa conto di una cosa: una cucina meno piena non è soltanto più facile da tenere in ordine. Può aiutarmi anche a sprecare meno e spendere meglio.

La mia seconda fonte di reddito? Non comprare cose che non mi servono.

Ovviamente non è un reddito vero e proprio. Ma ogni volta che evito un doppione, consumo quello che ho già o rinuncio a un acquisto inutile, sono soldi che rimangono nel mio portafoglio.

Cucina ordinata con dispensa organizzata dopo il decluttering, per ridurre sprechi e acquisti inutili.
Una cucina ordinata e funzionale parte da ciò che usiamo davvero: meno oggetti inutili, una dispensa organizzata e tutto più facile da trovare.

ALT: Cucina ordinata dopo il decluttering con piano di lavoro libero e dispensa organizzata
Didascalia: Per me il decluttering in cucina non significa svuotare tutto, ma tenere ciò che uso davvero e sapere cosa ho.

Io comincio dalla dispensa, non dai contenitori

Una volta avrei probabilmente iniziato comprando barattoli, cestini ed etichette.

Adesso faccio esattamente il contrario.

Prima guardo quello che ho. Poi, eventualmente, organizzo.

Tolgo gli alimenti da un ripiano alla volta e li raggruppo: pasta e riso, conserve, prodotti per la colazione, farine, snack, condimenti.

È sorprendente quante cose riescano a nascondersi dietro ad altre.

Controllo le date, metto davanti quello che va consumato prima e separo le confezioni già aperte. Se trovo due o tre prodotti uguali, per qualche settimana quelli diventano la mia piccola “lista della spesa al contrario”: prima li consumo, poi eventualmente li ricompro.

Questo mi aiuta anche quando organizzo i pasti della settimana. Prima di decidere cosa cucinare, guardo cosa devo finire.

È lo stesso principio che uso quando preparo in anticipo alcuni pasti nel mio articolo Cucinare quando hai tempo per non dover cucinare quando tempo non ne hai: partire da quello che abbiamo già rende tutta l’organizzazione molto più semplice.

Il piccolo esperimento che fa vedere quanto sprechiamo

Durante il decluttering mi piace fare una cosa molto semplice.

Metto insieme tutti i prodotti che avevo dimenticato di avere e provo a calcolare, anche grossolanamente, quanto mi sarebbero costati se li avessi ricomprati.

Una confezione da 2 euro qui, un barattolo da 3 euro là, una confezione di riso, biscotti, spezie…

Presi singolarmente sembrano pochi soldi. Sommando tutto, però, la cifra può sorprendere.

È qui che per me il decluttering smette di essere soltanto ordine.

Ritrovare qualcosa che stavo per ricomprare equivale ad aver evitato una spesa.

Dispensa organizzata per evitare doppioni e consumare prima gli alimenti già presenti
Raggruppare gli alimenti per categoria mi permette di vedere subito cosa ho prima di fare la spesa.

Poi passo ai contenitori: la grande riunione dei coperchi

Qui arriva una delle mie preferite.

Tiro fuori i contenitori e cerco di formare le coppie.

Contenitore + coperchio.

Quelli che si incastrano bene li tengo. Quelli molto rovinati li valuto. Quelli che da mesi aspettano il ritorno miracoloso del proprio coperchio… devono affrontare la realtà. 😄

Non ho bisogno di trenta contenitori se ne uso regolarmente dieci.

Tengo soprattutto le dimensioni che utilizzo davvero per frigorifero, freezer e pasti preparati in anticipo.

E soprattutto cerco di non comprare un altro set solo perché quello nuovo sembra più bello e perfettamente coordinato.

Utensili doppi: quanti ne uso veramente?

Poi apro il cassetto degli utensili.

Due mestoli quasi identici possono avere senso. Sei, probabilmente, un po’ meno.

Lo stesso vale per spatole, apribottiglie, pelapatate, cucchiai di legno, forbici da cucina e tutti quegli aggeggi che abbiamo comprato pensando:

“Questo mi farà risparmiare un sacco di tempo.”

La domanda che mi faccio non è “potrebbe servirmi?”.

Perché quasi tutto potrebbe servire prima o poi.

Mi chiedo invece:

“Quando l’ho usato l’ultima volta?”

Se non riesco nemmeno a ricordarlo, ho già un’indicazione piuttosto chiara.

Non devo necessariamente buttare l’oggetto. Se è in buone condizioni posso regalarlo, donarlo o venderlo. L’importante è non continuare a concedergli spazio soltanto perché un giorno potrebbe tornare utile.

E poi ci sono loro: i piccoli elettrodomestici

Qui divento più prudente, perché alcuni apparecchi non vengono usati ogni settimana ma sono comunque utili.

Non eliminerei mai qualcosa soltanto perché non lo uso da un mese.

Mi faccio invece tre domande:

Lo uso davvero durante l’anno?
Fa qualcosa che non posso fare facilmente in altro modo?
Vale lo spazio che occupa?

Se la risposta è sì, resta.

Se invece possiedo tre apparecchi che fanno quasi la stessa cosa e utilizzo sempre lo stesso, allora vale la pena pensarci.

 Utensili e piccoli elettrodomestici selezionati durante il decluttering della cucina
Non elimino qualcosa perché non lo uso ogni giorno: mi chiedo se è utile abbastanza da meritare lo spazio che occupa.

ALT: Utensili e piccoli elettrodomestici selezionati durante il decluttering della cucina
Didascalia: Non elimino qualcosa perché non lo uso ogni giorno: mi chiedo se è utile abbastanza da meritare lo spazio che occupa.

Il piano di lavoro: meno cose significa anche meno lavoro

Questa per me è una delle conseguenze migliori.

Ogni oggetto lasciato sul piano di lavoro deve essere sollevato, spostato, pulito e rimesso a posto.

Per questo cerco di lasciare fuori soprattutto quello che utilizzo davvero ogni giorno.

Non voglio una cucina vuota e impersonale. Voglio una cucina facile da usare e facile da pulire.

Ed è lo stesso principio che seguo nel resto della casa: meno oggetti inutili da spostare significa anche meno tempo perso nel riordino. Ne ho parlato anche in Tutto in ordine in 10 minuti: il mio metodo per una casa più facile da vivere.

La mia regola prima di comprare qualcosa di nuovo

Questa è probabilmente la parte del decluttering che mi ha fatto cambiare di più il modo di comprare.

Prima che qualcosa di nuovo entri in casa, cerco di chiedermi:

  • Ne ho già uno che svolge la stessa funzione?
  • Dove lo metterò?
  • Lo userò davvero o mi piace soltanto l’idea di usarlo?
  • Mi farà risparmiare concretamente tempo o fatica?
  • Come ho fatto fino a oggi senza?

Non significa vietarmi gli acquisti.

Se una cosa mi serve davvero e migliora la mia quotidianità, ben venga.

Ma se non so neppure dove la metterò, probabilmente sto comprando non soltanto un oggetto, ma anche qualcosa in più da organizzare, pulire e gestire.

Ed è anche il motivo per cui cerco di applicare la stessa filosofia ai prodotti per la pulizia. Non mi serve un armadio pieno di flaconi diversi: nell’articolo Pochi detersivi ma quelli giusti: la mia pulizia essenziale e più sostenibile racconto proprio come cerco di ridurre anche quelli.

Cucina semplice e funzionale dopo il decluttering con superfici libere e pochi oggetti utili
Il risultato che cerco non è una cucina vuota, ma una cucina in cui trovo tutto e ho meno cose da gestire.

Il mio decluttering della cucina in 15 minuti

Se non ho voglia o tempo di affrontare tutta la cucina, non lo faccio.

Metto un timer e scelgo una sola zona.

Oggi un ripiano della dispensa. Domani il cassetto degli utensili. Un altro giorno i contenitori.

In 15 minuti posso:

  1. togliere quello che non appartiene a quella zona;
  2. individuare i doppioni;
  3. controllare cosa devo consumare;
  4. decidere cosa uso davvero;
  5. rimettere a posto solo ciò che resta.

E poi mi fermo.

È molto più facile mantenere una cucina gestibile facendo piccoli interventi che aspettare il giorno in cui avrò magicamente un intero pomeriggio libero.

Alla fine, il vero guadagno è questo

Fare decluttering non mi rende ricca.

Ma mi permette di vedere ciò che possiedo, utilizzare meglio quello che ho già e riconoscere più facilmente ciò che non ho bisogno di comprare.

Una dispensa in cui vedo gli alimenti significa meno doppioni e meno sprechi. Un cassetto con gli utensili che uso davvero significa meno oggetti da gestire. Un piano di lavoro meno affollato significa una cucina più veloce da pulire.

E forse è proprio questo il motivo per cui continuo a tornare alla stessa frase:

La mia seconda fonte di reddito? Non comprare cose che non mi servono.

Non perché il denaro non speso sia magicamente uno stipendio, ma perché imparare a non farlo uscire inutilmente conta eccome.



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